November 20, 2017

7La grottesca “crisi dei 40 anni” di Andrea e la superficialità affettiva e comportamentale di molti ventenni di oggi. Quella strana parte di me, il nuovo spettacolo di Patrizio Cigliano sul palco con Barbara Begala, Beatrice Messa e Veronica Milanesi dall’8 al 20 marzo al Teatro dei conciatori di Roma (intero €. 18,00, ridotto €. 15,00; orario spettacoli ore 21.00, lun riposo, domenica e festivi ore 18.00), mette due generazioni a confronto e cerca di spiegare se possa mai esser possibile l’amore tra un quarantenne e una ventenne. Lo spettacolo è prodotto dall’Associazione Culturale Arcadinoé dopo un’attenta selezione fra 300 attori.

 

Con un taglio ed un ritmo dichiaratamente cinematografici, fotografa una storia d’amore dei nostri tempi che rivela le grandi differenze comportamentali tra una generazione confusa ma strutturata e una stordita dal Web, dalla casualità, dalla mancanza di impegno e fiducia nel futuro e da una sessualità fuori controllo. Un testo frutto di un’indagine approfondita compiuta a diretto contatto con reali psicologi e ed esperti di psicologia comportamentale: una specie di “analisi” di gruppo” in cui tutti gli spettatori, direttamente o indirettamente, potranno ritrovarsi per ridere e riflettere sul nostro tempo sempre più “distratto”.

 

Andrea ha 40 anni, una moglie, Sara, da 10 con cui ha un rapporto sereno ma distratto, un lavoro informatico che comincia a scricchiolare e un temperamento giovanile, che sfiora la “sindrome di Peter Pan”. Assume Linetta, 22 anni, ragazza dei suoi tempi: simpatica ma superficiale, ancora priva di un obiettivo di vita, che affida alla casualità tutto il suo essere, senza alcun impegno. Linetta lo seduce senza difficoltà: per Andrea è la leggerezza, la fuga da un’età di responsabilità e doveri. Nasce una storia bellissima.

Andrea mette in crisi il matrimonio, e si consegna senza rete a Linetta. Diventa amante, amico, padre, mèntore, psicologo, sessuologo e datore di lavoro. Troppo. E 20 anni di distanza non perdonano. Andrea si spacca in due, anzi in tre: lui, fatto di amore e dolore; Linetta, la “parte di lui” che non è riuscito a gestire; e la “parte di lui” razionale che sapeva già tutto, ma che non ha voluto ascoltare. “Strane parti di lui”, appunto.

Lorenza Somogyi Bianchi

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