November 20, 2017

Tessere in ceramica in panni di magneto si animano dello sguardo e delle emozioni del pubblico 

Vernissage Venerdì 2 dicembre – ore 19 – c/o giulio cesare show room, viale giulio cesare n. 73 – Roma

Trasfigurazioni ceramiche, trasformazioni e metamorfosi che abbracciano il tema del cambiamento legato a ciò che ci circonda e alla stessa umanità. È questo il tema della mostra Mutazioni dell’artista messicano Ricardo Macias, in esposizione a Roma dal 2 dicembre presso lo show room Giulio Cesare (viale Giulio Cesare 73, Roma. Ingresso libero, www.mutazioniart.com): un percorso di diciannove opere in ceramica, un viaggio tra i colori delle proprie radici culturali e le visioni anche tattili di una contemporaneità futurista realizzato con la tecnica dell’artmodùl che, con magneti applicati sul retro delle tessere che formano l’opera, permette allo stesso spettatore di riadattare la creazione secondo la propria stessa sensibilità.

Il vernissage è in programma venerdì 2 dicembre dalle ore 19.00 e la mostra sarà aperta fino a domenica 4 dicembre.

Ricardo Macias, plastic’s creative, lavora sul sottile confine fra scultura e design. Le sue, come lui stesso ha avuto più volte modo di dichiarare, sono “composizioni soggettive, tessere ceramiche su supporti anch’essi mutevoli, pronte a rivestirsi di nuova luce ma anche di ombre, di vibrazioni e percezioni legate alla sensibilità di chi le guarda”. Le Mutazioni divengono forme preziose, contengono pensieri, reminiscenze e congetture, visioni antropomorfe che si materializzano in contemporaneità stilistiche stilizzate.

Quella dell’artmodùl è una tecnica brevettata dallo stesso Ricardo Macías che ha come idea di base il concetto di “soggettività”. Grazie a magneti posti sul retro degli elementi che formano l’opera, è possibile generare un continuo rinnovamento cambiando la disposizione delle tessere in base all’empatia del visitatore. Si creano cosi sensazioni visive sempre diverse e un’opera, di fatto, continuamente mutevole.

Porosità in smalto grezzo fermano lo sguardo in dettagli di memorie legate anche al Paese d’origine dell’artista, il Messico. La guerra, il desiderio di rinascita, la spinta creativa della ricostruzione si fondono in opere mutevoli che danno vita ad un racconto visivo e tattile e che invitano a sperimentare, a giocare e ad immaginare.

Artigiano, scultore, artista, Ricardo Macias, 54 anni, nasce a Città del Messico dove, dopo il diploma al liceo artistico presso l’Università Nacional Autònoma de México, studia Psicologia educativa all’UAM. Frequenta corsi di Storia dell’Arte Messicana Preispanica e Contemporanea e di tecnica pittorica con docenti del Museo Franz Mayer a Città del Messico. Nel 1997 si trasferisce a Roma continuando a seguire corsi di ceramica artistica e di scultura, approfondendo le plasticità e le decorazione europee.

Nel 2001 nasce Ceramica Artistica Macías, e si susseguono le presenze nei cartelloni di diverse mostre in tutta Italia. Dal 2012 collabora come membro direttivo della l’Associazione Culturale “Keramos” per la diffusione della ceramica artistica a Roma.

Lorenza Somogyi Bianchi

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