April 26, 2018

Venerdì 23 febbraio alle ore 20.30, presso l’auditorium dell’Accademia di Danimarca a Roma (via Omero, 18 – tel. 06-3265931), in programma Wertherfieber – Dalla Weimar di Goethe alla Parigi di Massenet: uno spettacolo fra conferenza e performance scritto da Paolo Patrizi con la partecipazione dell’attrice Elisa Gestri, del tenore Danilo Formaggia, del mezzosoprano Manuela Barabino e della pianista Catia Capua. La serata è realizzata con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma.

Attraverso la forma ibrida della conferenza-spettacolo (o meglio, della conferenza che gradualmente sfugge di mano all’autore e al pubblico, trasformandosi in performance teatrale e musicale), Wertherfieber tenta di raccontare la cosiddetta “febbre da Werther”: quel fenomeno sociale e di costume fiorito sull’onda del successo dei Dolori del giovane Werther di Goethe (1774), che portò i giovani dell’epoca ad abbigliarsi come il protagonista del libro e a replicarne il romantico disagio esistenziale, arrivando in molti casi addirittura al suicidio, pur di rivivere fino in fondo la parabola di questo personaggio goethiano. Ma lo spettacolo è anche il racconto di un duello a distanza, senza vincitori né vinti, tra letteratura tedesca e musica francese: dal Werther di Massenet al Faust di Gounod saranno poi molti, nella Parigi dell’Ottocento, i melodrammi basati sui grandi classici di Goethe.

 

Danilo Formaggia si è perfezionato con Alfredo Kraus e Magda Olivero. Dopo il debutto nel 1996 ha iniziato una carriera internazionale che lo ha visto esibirsi nei principali teatri italiani e stranieri, prendendo parte anche a diverse prime esecuzioni assolute di opere contemporanee.

Elisa Gestri, attrice, doppiatrice, performer e regista, è stata insignita nel 2008 del Premio Fersen all’attore creativo.

Paolo Patrizi è scrittore, saggista e critico musicale. Come autore teatrale ha realizzato la commedia Ombra mai fu (Roma 2016), che affronta sotto forma di fiction il tema dell’estinzione dei cantanti castrati nell’Ottocento.

 

Lorenza Somogyi Bianchi

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