September 20, 2017

Pollock Project è l’ensemble musicale, fondato da Marco Testoni, costruito sulla forza dell’intuizione e dell’estetica dell’Art-Jazz. Un progetto musicale visionario capace di navigare senza timori e formalismi fra atmosfere world e jazz contemporaneo, tra tinte ambient e minimalismo in un mix sorprendente ed evocativo. Un elogio musicale alla bellezza della libera creatività e all’interazione con le altre arti che ispira una musica visuale dagli intensi colori e richiami surrealisti dove la tecnica del “dripping” è tradotta in musica nello stile improvvisativo proprio dell’action painting di Jackson Pollock.

Nel live-act di Pollock Project numerosissimi sono i richiami alle esperienze delle arti visuali: dal cinema all’arte contemporanea, dalla video-arte alle nuove arti digitali. Un concerto dove la scena si riempie di immagini e musica dando vita ad un emozionante e sorprendente dialogo. Sul palco assieme a Marco Testoni (caisa drum, percussioni, pianoforte & loop programming): Simone Salza al sax soprano, Elisabetta Antonini, voce & live electronics e Mats Hedberg alle chitarre.

A costruire la tela e i tratti di questo dipinto musicale la magia dei caisa drum, il fraseggio raffinato e poliedrico della voce e il canto del sax.

I mashup video

Un progetto che parte dal live, ma che si anima di una serie di mashup video nati dalle collaborazioni con artisti quali; Victor Enrich, fotografo catalano, celebre per le sue “architetture impossibili”; Antonia Carmi, pittrice e acquarellista italiana trapiantata negli States, che ha firmato la copertina di entrambi gli album del Pollock Project; Lorenzo Botticelli e Marco “Sfanto” Testoni due videomaker che hanno creato rispettivamente i tributi video e di animazione a Marcel Duchamp e Sun Ra. Ma anche “Anna Blume” di Istvan Horkay, artista ungherese collaboratore di Peter Greenaway, ispirato ad una poesia dadaista di Kurt Schwitters. “(Re)Taking of Pelham” di Mark Street, regista e filmmaker indipendente newyorkese, una performance musicale e filmica basato sulla visione contemporanea di 3 action-movie omonimi girati in anni diversi. O “Serial Dreamers” di Andrea Bigiarini e “Aura” del NEM – New Era Museum, un gruppo di artisti digitali che, attraverso  la tecnica dell’Iphoneografia, creano opere fotografiche con semplici apparati mobili (smartphone/tablet).